0.1
0.2
0.3
0.4 crescentina (Banchetti, compositioni di vivande et apparecchio generale, 1549; Ferrara)
0.5
0.6 crescentina (av. 1939, Alfredo Panzini, La cicuta, i gigli e le rose, [ed. a cura di M. Moretti, Milano, 1950]: "Anche le «crescentine» bolognesi devono essere una tradizione etrusca", GDLI, nel sign. di 'Piccola focaccia (in Emilia e anche in Toscana) composta di pasta dolce, spolverata di zucchero'; GRADIT [1], voce marcata come toscanismo); crescentina ‘morsello di pasta fritta’ (Zingarelli 2023; Vocabolario bolognese-italiano di Carolina Coronedi Berti, in cui s.v. chérseint si legge: «Crescentina. Focaccia fritta, che si fa della comune pasta con che facciamo il pane o altrimenti: così detta perché cresce nella padella»).
Cresentina (av. 1584, Grazzini, Rime [Firenze, 1741-1742], GDLI, nel significato di 'Fetta di pane abbrustolita, condita con olio o burro, sale, pepe o altre spezie'; 1589, Lezione di maestro Niccodemo. Dalla pietra al migliaio: sopra il Capitolo della Salsiccia del Lasca, Firenze, per Domenico Manzani, p. 52; Crusca II-V; TB; crescentina (GRADIT [2]);
0.7 Da crescere < lat. CRĒSCERE (DEI).
0.8 In AtLiTeG, le forme crescentina e cresentina sono attestate tra Cinque e Seicento in testi di area emiliano-romagnola e toscana, confermando quanto si ricava dalla lessicografia storica.
L'attestazione di crescentina 'sfogliata dolce' nei Banchetti di Cristoforo Messi Sbugo è, inoltre, la prima finora nota (vedi anche Catricalà 1982: 175; Ricotta 2023: 304).
Il corpus mette in evidenza, in particolare, il toscanismo cresentina ‘crostino di pane’, mentre nessuna notizia si ricava dal corpus per crescentina ‘morsello di pasta fritta’, geo-omonimo di area bolognese (DEI; Zingarelli 2023), documentato anche nella forma crescente in Artusi (1891; si veda anche GDLI; GRADIT; Devoto-Oli 2010).
Cresentina ‘crostino di pane’ trova la prima attestazione finora nota ante 1584, in quanto documentata nelle Rime di Anton Francesco Grazzini, detto il Lasca (v. Crusca V; TB; GDLI). Alla luce di tale documentazione, l’attestazione di cresentina riportata in ArchiDATA s.v. crescentina e datata al 1606 non sembrerebbe configurarsi come una retrodatazione. Si osserva, inoltre, che la medesima opera indicata nella banca dati risulta reperibile su Google Libri anche in un’edizione anteriore, databile al 1589. Si segnala, infine, che ArchiDATA attribuisce al lemma il significato di ‘focaccia fritta nell’olio’; il passo in questione sembrerebbe tuttavia poter essere interpretato più propriamente nell’accezione di ‘crostino di pane’. Nell’opera si fa infatti riferimento, tra l’altro, al Capitolo della Salsiccia del Lasca, autore presso il quale, sulla base della lessicografia consultata, cresentina nel significato di ‘crostino’ risulta attestato per la prima volta.
0.9 Categorie
0.11 Alba 2024; Catricalà 1982: 175; Ricotta 2023: 304; Urraci 2025.
Autore della scheda: Monica Alba
Pubblicata il: 31/05/2024
Condizioni accesso: Open Access
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Copyright: AtLiTeG
Doi: 10.35948/ATLITEG/vocabolario/207