0.1
0.2
0.3
0.4 giazzateli (Nuovo cuoco milanese economico, 1853 (3ª ed.); Milano)
0.5
0.6 giazzar (av. 1446, Leonardo Giustinian, GDLI; DELIN; Boerio 1856, solo nel significato di 'congelare', mentre la voce giazza rimanda allo zucchero); piem. giassè (Sant’Albino 1859); lig. giassâ, giassare (Paganini 1857); mil. giazzà (Cherubini 1814); rom. giazzè (Morri 1840).
0.7 Da ghiacciare (vd. infra)
0.8 Il verbo denominale giazzare si costituisce sul sostantivo giazzo, attestato almeno dal XV secolo (GDLI: Leonardo Giustinian) come forma dialettale di ghiaccio in area settentrionale; Serianni 2009: 106 ne osserva la palatalizzazione del nesso gl- e l'avanzamento dell'affricata come mutamenti caratteristici della fonetica settentrionale. All’interno del corpus AtLiTeG, la voce è presente solamente nei ricettari di Luraschi e dei Ratto, entrambe opere con forte presenza di dialettalismi (Iacolare-Maggi 2021). L’estensione di significato a glassare deriverebbe dalla polisemia del fr. glacier (‘congelare’, ‘glassare’); dal fr. glace (‘ghiaccio’, ‘glassa’, ‘gelato’, ‘ghiacciaio’, ‘specchio') deriva infatti anche l’it. glassa, intesa come specchio di zucchero che riveste il dessert (GRADIT).
0.9 Categorie
0.10.1 aggiazzata (s.f.) , ingiazzata (s.f.) ,
0.11 DELIN; Nocentini; GDLI; GRADIT: III, 254; Boerio 1856; Cherubini 1814; Morri 1840; Paganini 1854; Sant’Albino 18599; Iacolare-Maggi 2021; Serianni 2009: 106.
Autore della scheda: Francesca Giuditta Mazzola
Pubblicata il: 31/05/2024
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Doi: 10.35948/ATLITEG/Vocabolario/466