tartelletta s.f. Revisionata

0.1

  1. dolcetto composto da un guscio di pasta (general. frolla o brisée) farcito con marmellata, frutta o crema

0.2

  1. tartallette -
  2. tartelette -
  3. tartelettes -
  4. tartellete -
  5. tartellette -
  6. tortelette -
  7. tortellette -

0.3

tartelette di confiture - Piemonte 1766;
tartelette di fravole - Roma1808; Roma 1814;
(tartelettes) di mele - Torino 1899;
tartellete di albicocchi - Piemonte 1766;
tartellette alla crema - Roma1808;
tartellette con marmellata - Roma 1814;
tartellette di caffè - Roma1808;
tartellette di marzapane - Roma1808; Napoli 1852;
tartellette vol-o-vant - Roma1808; Roma 1814. 

0.4 tartelette (Il cuoco piemontese, 1766; Piemonte). 

0.5

  1. dolcetto composto da un guscio di pasta (general. frolla o brisée) farcito con marmellata, frutta o crema
    1. Cuoco piemontese (1766, Torino) = crema alla "franchipane". Mettete nella casseruola due cucchiai di farina con del cedro verde raschiato, fiori di cedro arrostiti, e triturati, ed un poco di sale; stemprate con cinque uovi un boccale di latte, un poco di zuccaro, fatela cuocere rivolgendola sempre per mezz’ora; quando sarà fredda essa servirà per far una torta di franchipane o tartelette, e non avete che a metterla sopra una pasta sfogliata; (342)
    2. Cuoco piemontese (1766, Torino) = 1. Di tartellete di albicocchi. (27)
    3. Cuoco piemontese (1766, Torino) = 1. Di tartellette. (33)
    4. Cuoco piemontese (1766, Torino) = Di tartelette di confiture. (25)
    5. L'Apicio Moderno (1808, 2ª ed., Roma) = Tartellette di Caffè. Antremè = Abbiate una crema di caffè come quella della Torta pag. 296, riempiteci dei pasticcietti piatti di pasta sfoglia, o frolla; fate cuocere le Tartellette come il solito, e se sono di pasta sfoglia glassatele di zucchero. (IV.302)
    6. L'Apicio Moderno (1808, 2ª ed., Roma) = Tartelette all’agresto. Antremè = Spremete sopra un setaccio più di mezza foglietta di sugo di moscadello, ponetelo in una cazzarola con zucchero a proporzione, e mezzo bianco d’uovo sbattuto, andate sopra il fuoco, e fatelo chiarificare; indi passatelo per un setaccio fino, metteteci dentro degli acini di agresto a sufficienza, spaccati nel mezzo, levati un poco la pelle, e tolti i pipini; fate bollire, e consumare una cosa giusta. Quando saranno freddi riempiteci nel momento di servire delle Tartellette fatte, e cotte come quelle di fravole qui appresso, copritele con i loro coperchi, nel mezzo de’ quali porrete un acino di moscadello bagnato con tutto il gambo nel bianco d’uovo sbattuto, inzuccherato bene, e asciugato alla stufa; (IV. 299)
    7. L'Apicio Moderno (1808, 2ª ed., Roma) = Tartellette alla crema. Antremè = Fate una crema come quella della Torta alla Frangipana, pag. 291. Allorché sarà fredda mettetene un poco nelle barachiglie piatte da pasticcietti coperte di pasta sfoglia, o frolla, finite le Tartellette come le precedenti, e se sono di pasta sfoglia, glassatele di zucchero. (IV. 300)
    8. L'Apicio Moderno (1808, 2ª ed., Roma) = Tartellette di Frutti. Antremè = Quando averete coperte le barachiglie piatte da pasticcietti di pasta sfoglia, o frolla, le potete riempire di qualunque marmellata di frutti, che vorrete, o che vi darà la stagione; copritele come il solito, fatele cuocere, e se sono di pasta sfoglia glassatele di zucchero. (IV. 303)
    9. L'Apicio Moderno (1808, 2ª ed., Roma) = Torta di Persiche alla Certosina. Antremè = Vedetele queste persiche alla pag. 117, aggiustatele in una Torta di pasta sfoglia senza gratella sopra, fatela cuocere, glassategli i bordi di zucchero, e servitela calda. Torta Gelata in diverse maniere. Antremè = Abbiate un fondo di pasta di mandorle, cotto, e ben decorato; o un Vol-o-vant di pasta sfoglia. Nel momento di servire potete riempire sì l’uno, che l’altro con qualsivoglia Gelato di frutta, o di latte ec., ovvero con qualunque crema alla Polignac. Vedetele alla pag. 192. Torta di Uva Spina. Antremè = Questa Torta la potete fare come quella di Framboese, pag. 290, levandogli prima i pipini. Tartelette allagresto. Antremè = Spremete sopra un setaccio più di mezza foglietta di sugo di moscadello, ponetelo in una cazzarola con zucchero a proporzione, e mezzo bianco d’uovo sbattuto, andate sopra il fuoco, e fatelo chiarificare; indi passatelo per un setaccio fino, metteteci dentro degli acini di agresto a sufficienza, spaccati nel mezzo, levati un poco la pelle, e tolti i pipini; fate bollire, e consumare una cosa giusta. Quando saranno freddi riempiteci nel momento di servire delle Tartellette fatte, e cotte come quelle di fravole qui appresso, copritele con i loro coperchi, nel mezzo de’ quali porrete un acino di moscadello bagnato con tutto il gambo nel bianco d’uovo sbattuto, inzuccherato bene, e asciugato alla stufa; (IV.299)
    10. La Nuovissima Cucina Economica (1814, Roma) = Con la pasta frolla si fanno pasticci di maccaroni, di polenta, di gnocchi, di tortellini ec., pasticcietti, detti tartellette, torte, ciambellette, biscottini, ed altri lavori ancora ripieni di marmellata, o di crema, o di gelatine di frutti, e tutti si possono servire, tanto glassati di zucchero, che senza glassare. (206)
    11. La Nuovissima Cucina Economica (1814, Roma) = Pasta all’Inglese. Formate una pasta ottima per tartellette, ed altri lavori con una libra di farina, cinque oncie di zucchero, quattr’oncie di butirro, tre rossi di uovi, un poco di capo di latte, e l’odore che vorrete; osservate, che sia giustamente maneggievole, e servitevene per tutto ciò, che potrà occorrervi. Invece del capo di latte, potrete servirvi ancora di un poco di vino, o latte. (209)
    12. La Nuovissima Cucina Economica (1814, Roma) = Delle tartellette, o siano baracchiglie in generale. Antremè. Con la pasta sfoglia, mezza sfoglia, a vento, all’Inglese, frolla, croccante, di marzapane ec. si fanno le tartellette in più maniere, cioè coprite il di dentro delle piccole stampette con una sfoglia di quella pasta, che vorrete, riempitele di una crema fredda, o di una marmellata, o di qualunque composizione, che trovarete accennata nelle torte servite per antremè qui avanti descritte, copritele con l’istessa pasta, fatele cuocere al forno, e servitele. Potrete ancora fare delle tartellette scoperte con le paste suddette; onde per i ripieni a ciò adattati, vi regolarete dalle torte servite per antremè, qui avanti accennatevi. Si apprestano ancora le tartellette vol-o-vant, che si fanno con coprire il di dentro delle stampette con la pasta, che vi vuole; indi si fanno cuocere, e si servono ripiene al momento di dare in tavola con una crema, o con una gelatina, marmellata, sorbetto ec., e si servono scoperte; oppure coperte con coperchi cotti a parte dell’istessa pasta ben decorati, ed intagliati con galanteria, e buon gusto. (219)
    13. La Nuovissima Cucina Economica (1814, Roma) = Sei antremè. Uno di carciofi ripieni, salsa al culì di prosciutto, uno di gattò di spinaci, uno di uovi alla neve, uno di tartellette di fravole, uno di pudino di riso, uno di gelatina di maraschino. (328)
    14. La Nuovissima Cucina Economica (1814, Roma) = Sei Antremè. Uno di gelatina di aranci, uno di gattò di ricotta, uno di uovi mollè glassati al parmegiano, e culì di prosciutto, uno di tartellette con marmellata, uno di broccoli al naturale, uno di rape al parmegiano. (342)
    15. Cucina teorico-pratica (1852, 7ª ed., Napoli) = Tartellette di marzapane. Prendi once sedici di mandorle dolci, le spellerai con acqua bollente, le pasterai finissime, e di tanto in tanto ci porrai un pochino di chiaro d’ovo perché così non daranno oglio (qui debbo fare una prevenzione, che in molte circostanze di formare il pesto delle mandorle sembra che io sia dubbio e vario nell’aggiungere a questo pesto, ora dell’acqua di cannella, fo osservare che a seconda dell’uso cui è destinata la pasta di mandorle, così si deve adoperare il mezzo come non dare oglio), dopo ben pestate le sciropperai con once 16 di zucchero grasso, e quando la pasta sarà ben cotta la distenderai sopra di un foglio di carta in tanti piccoli tondi, facendoci un piccolo bordino, e li farai cuocere ad un forno molto temperato, dipoi li riempirai di quella conserva, o marmellata, che più ti piacerà servendoli con tovagliolo al disotto. (139)
    16. Nuovo cuoco milanese economico (1853, 3ª ed., Milano) = Questo può servire anche per ripieno con tutto ciò che si vuole, come per esempio per torte, pasticcini, tortelette, rissole e canelloni. (456)
    17. Nuovo cuoco milanese economico (1853, 3ª ed., Milano) = Tortellette alla Polacca. 35. Prendete mezza tavoletta di cioccolatto, fatela in un bicchiere d’acqua, uniteci once tre armandole pelate e pestate al mortaio con poco chiaro d’uova, once tre zucchero, una zaina di fior di latte e sei uova intieri; incorporate il tutto, untate dodici doblettini di butirro purgato, impanateli ed empiteli con detto composto, fateli cuocere al dolce forno; cotti, montateli sopra una salvietta, spolverizzateli con zucchero e serviteli caldi. (292)
    18. Nuovo cuoco milanese economico (1853, 3ª ed., Milano) = Tortellette souflé. 3. Prendete una zaina di pannera, un pizzico di farina di riso, due rossi d’uovi, stemperate assieme il tutto, aggiungetevi due rossi d’uovi, once due butirro, poco sale, un’oncia di zucchero e mischiate il tutto; tiratelo al fornello, osservando che non bolla, levatelo dal fuoco, unitevi tre amaretti pisti, poca scorza di limone, poco cedrato trito, tre rossi d’uovi e tre chiari montati alla fiocca. Imburrate una tortiera o piccoli stampi, impanateli con pane fino passato al sedaccio, versatevi dentro il detto composto e fateli cuocere al forno dolce: cotti, versateli fuori e serviteli spolverizzati di zucchero fino. (454)
    19. La Cuciniera genovese (1893, 8ª ed., Genova) = Tartallette. 449. Fate i gusci colla stessa pasta e nella forma dei pasticcini suddetti, riempiteli di visciole (iscioe) oppure di pere moschine siroppate, non li coprite superiormente colla sfalda di pasta e fateli cuocere come i suddetti pasticcini. (245)
    20. La Cuciniera genovese (1893, 8ª ed., Genova) = Tartellette (348)
    21. Il piccolo Vialardi (1899, Torino) = 45. Tartoline (tartelettes) di mele, pesche o di crema. — Infoderate dei piccoli stampi dal bordo basso di pasta frolla (Vedi N. 8, pasta), riempiteli di frutti cotti a sciroppo (Vedi N. 125, dolci) come mele, pere, pesche, ecc. oppure d’una crema pasticciera (Vedi crema pasticciera). Spianate indi gli avanzi della pasta, tagliatela a forma di cordoncini, poneteli sopra i frutti degli stampi a forma di graticella e fateli attaccare all’intorno con uova sbattute, indorateli per tutto e fateli cuocere al forno di calor moderato; cotta la pasta da per tutto, croccante e di color dorato, inverniciateli col passare sopra una pala rovente finché lo zucchero sia fuso. (259)

0.6 tartellette (1790, F. Leonardi, Apicio moderno); tartelette (1984, A. Boni, Il talismano della felicità, GDLI). 

0.7 dal fr. tartelette 'piccola torta', dim. di tarte 'torta'(dal lat. tŏrta; FEW).

0.8 La voce è connessa al francese tartelette, attestato già nel XIV secolo (FEW 13/2 112). Come rilevato da Thomassen (1997: 222), le forme italiane risultano morfologicamente adattate attraverso l'inserimento nella categoria dei sostantivi femminili terminanti in -a. Inoltre, le varianti esibiscono talora adattamento grafo-fonematico tramite la geminazione di -l-. Unica eccezione è rappresentata dal Piccolo Vialardi, in cui la voce francese (con indicazione del plurale sigmatico) è utilizzata come traducente dell'italiano tartoline
Rimane difficile da spiegare la relazione tra le forme documentate in questa scheda e la voce tartaretta, documentata nel corpus AtLiTeG a partire dal 1549 e, per cautela, trattata separatamente da tartelletta. Secondo Schweickard (2007: 271), tartaretta sarebbe variante antica di tartelletta. Diversa, invece, l'opinione di Thomassen (l.c.), che tratta tartaretta come diminutivo di tartara 'sorta di crostata variamente farcita', parola che gode di ben più antica documentazione (nel corpus il pl. tartare è attestato dal primo quarto del XIV secolo) e che, secondo FEW (l.c), è da avvicinare alle varianti francesi tarte/tartre (cfr. anche DEI tàrtara e DELIN, che colloca la voce sotto tàrtaro [3], «da Tartaro, n. tc. di una tribù [tatar]»). 

0.9 Categorie

0.10.1 barchiglia (s.f.) , tardiola (s.f.) ,

0.11 DEI; DELIN; GDLI; GRADIT; FEW; Zingarelli 2023; Schweickard 2007; Thomassen 1997.


Autore della scheda: Lucia Buccheri

Pubblicata il: 31/05/2024

Condizioni accesso: Open Access

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Doi: 10.35948/ATLITEG/Vocabolario/467